Galateo
Abito
Per tradizione, si vuole che il giorno delle nozze la sposa porti con sè cinque cose:
Una cosa vecchia. Questa simboleggia il passato, tutta la vita antecedente al matrimonio e l’importanza che questa ricopre. Ogni sposa deve portare con sè un oggetto appartenente al proprio passato proprio per non dimenticarlo nel nuovo cammino che si va ad intraprendere;
Una cosa nuova. Questa come simbolo della vita che si sta per cominciare e delle nuove sfide che questa porterà con sè;
Una cosa prestata. Ovviamente sarà una persona cara a prestare quest’oggetto, a simboleggiare che le persone care restano vicine anche nel passaggio dal vecchio al nuovo;
Una cosa regalata. Questa simboleggia l’affetto delle persone che si amano;
Una cosa blu. Indica sincerità e purezza da parte della sposa. Da tradizione, di questo colore sarà la giarrettiera, indossata nel caso di gonne ampie e coprenti.
Altra superstizione molto forte e viva tuttora è quella che il futuro marito non possa vedere il vestito da sposa se non al momento della cerimonia: vederlo prima porterebbe sfortuna.
C’è da dire che queste tradizioni, tanto vecchie quanto radicate in moltissime coppie, possono variare da regione a regione, e abbracciano ogni gesto del rituale del matrimonio.
Per il galateo, la sposa può indossare il vestito lungo solo se sposo, parenti, fratelli e testimoni decidono di indossare il tight. In tal caso sono ammessi l’abito con lo strascico e il velo.
Fino a qualche tempo fa lo sposo non poteva permettersi molti strappi alla regola in fatto di abbigliamento, anche se il bon ton gli concedeva alcune alternative. A un matrimonio solenne non si ammettevano eccezioni: tight di giorno e marsina alla sera.
Le fedi
La tradizione le vuole lisce e sottili in oro giallo, ma se il portafoglio lo consente nulla vieta una fede
in platino o con brillanti, purché all’interno vi siano incisi i nomi degli sposi e la data delle nozze.
Unico vincolo: l’anello va assolutamente portato all’anulare sinistro perché fin dall’antichità si pensava che questo dito fosse collegato direttamente al cuore. Nei paesi del Nord Europa la fede nuziale si porta sulla mano destra. Infatti l’uso di questo cerchietto d’oro che sancisce il legame matrimoniale affonda le sue radici nella storia. Di origine germanica e poi passato nelle consuetudini romane, è solo nel tardo Medioevo che viene ufficialmente adottato nelle cerimonie di nozze. Il rituale delle fedi, che devono essere acquistate dallo sposo, non varia tra matrimonio civile e religioso: nel momento “clou” della cerimonia gli sposi si scambiano gli anelli pronunciando la promessa d’amore.
Lista di nozze
La lista nozze, un tempo, non era prevista dal galateo. La sua origine è statunitense ed in Europa era considerata come una cosa volgare. Ai giorni d’oggi, invece, l’usanza della lista nozze si è diffusa ed è stata accettata da tutti. Il suo scopo principale è quello di evitare doppioni inutili nei regali.
L’arte di ringraziare
A proposito di regali, quando si ricevono i primi doni, è bene registrarne subito le caratteristiche vicino al nome del donatore sulla lista degli invitati, in modo da poter esprimere, nel biglietto di ringraziamento, la gioia di aver ricevuto proprio quel regalo. Questa menzione sicuramente farà piacere a chi si è dato la pena di sceglierlo e di farlo. I ringraziamenti vanno inviati possibilmente entro due mesi dalla cerimonia, al ritorno dal viaggio di nozze. Conviene anche segnare quelli già fatti, in modo da non confondersi dopo tanto tempo. L’invio delle bomboniere non esclude il ringraziamento di proprio pugno.
Bomboniere
Alla sposa il compito creativo di sceglierle e ordinarle, ai genitori o alla migliore amica quello di inviarle dopo che gli sposi sono partiti per il viaggio di nozze. Le regole del galateo in fatto di bomboniere sono severe, se si decide di rispettarle: vanno recapitate una ventina di giorni dopo il matrimonio in segno di ringraziamento.
Vengono spesso personalizzate con il monogramma degli sposi e sono sempre accompagnate dal bigliettino che riporta i loro nomi e la data delle nozze. Oggi, per praticità, molti sposi le consegnano agli amici durante il ricevimento.
Confetti
Il confetto è un dolce tipico italiano. In origine agli sposi venivano offerte mandorle, noci, chicchi di grano e di riso, in segno di ricchezza e di fecondità. Solo successivamente, con il diffondersi dello zucchero in Europa, si è cominciato a preparare i confetti per offrirli in tutti i lieti eventi della vita: battesimo, cresima, comunione, matrimoni, anniversari e laurea. Dopo il taglio della torta, allo sposo spetta il compito di reggere una coppa di cristallo o un vassoio d’argento che contiene i confetti e a lei quello di destreggiarsi col cucchiaio per offrirli agli ospiti, solo in numero dispari.
Partecipazioni e biglietti
Le partecipazioni si possono scegliere anche diverse dal solito, ci sono oggigiorno negozi specializzati che le propongono in carte riciclate colorate, a forma di cuore o decorate con dei fiori essiccati, con nodi d’amore o frasi romantiche. Chi volesse invece attenersi alla tradizione opterà per un cartoncino doppio raffinato ed elegante, sulla cui facciata sinistra i genitori della sposa annunciano il matrimonio della figlia, mentre su quella destra i genitori dello sposo annunciano quello del figlio. Al centro, un po’ in basso, la data e il luogo della cerimonia e, in fondo, la nuova residenza degli sposi. Insieme alla partecipazione, con un biglietto a parte, a parenti e amici si manderà l’invito per il “dopo cerimonia”, pranzo, cocktail o ballo che sia. Se si vuole, si possono ordinare anche i libretti per la chiesa con i monogrammi degli sposi, i menu, i segnaposto in caso di pranzi placé, i lega-tovaglioli, i biglietti per le bomboniere e quelli di ringraziamento.
Il bouquet
La tradizione impone allo sposo di ordinare, possibilmente presso il miglior fioraio della città, il bouquet che porterà la futura sposa durante la cerimonia. La tradizione chiede i fiori d’arancio, ma ci si può tranquillamente sbizzarrire nella scelta. È utile illustrare bene al fiorista i propri desideri e la forma del bouquet che si ritiene più adatta all’abito e alla cerimonia, in modo che possa studiare i fiori più “giusti” che offre la stagione.
La cerimonia e il corteo
Semplice o solenne, davanti al sindaco o al prete, la cerimonia impone rituali che sanciscono e rendono pubblico il passaggio della coppia da uno stato ad un altro. Ma, indipendentemente dalle scelte degli sposi sul tipo di cerimonia, alcune regole vanno rigorosamente rispettate. La sposa entrerà in chiesa al braccio del padre o, in mancanza di lui, del parente più stretto. Al suo ingresso tutti saranno già ai loro posti: nella parte sinistra della chiesa la famiglia della sposa, nella parte destra quella di lui. Lo sposo sarà già all’altare, insieme ai testimoni, che dovranno sistemarsi a lato degli sposi, a sinistra quelli di lei e a destra quelli di lui.
Alla fine della cerimonia lo sposo darà la destra alla sposa e dietro di loro si formerà il cosiddetto corteo: la madre dello sposo alla destra del padre della sposa, la madre della sposa al braccio del padre dello sposo, seguiti dall’allegra scia di fratelli, zii, cognati e amici in festa.
I testimoni
Sono figure fondamentali nell’ambito delle nozze. A loro spetta infatti il compito di garantire la legalità del matrimonio. Generalmente sono due per parte, anche se per legge ne basterebbe uno, e vengono scelti tra i parenti più stretti e gli amici più cari. Ma proprio per questo motivo bisogna usar loro dei riguardi: data la loro importanza, in genere ai testimoni spetta, oltre all’onore di sancire l’ufficialità del matrimonio, anche l’onere di offrire un regalo particolarmente sostanzioso. È quindi buona norma accertarsi prima che questo ruolo sia effettivamente gradito.
I RUOLI
Gli sposi
Ricevono gli ospiti;Intrattengono gli ospiti durante i tempi morti del ricevimento;
Lo sposo può ringraziare tutti gli invitati con un discorso a inizio o fine pasto;
Anche la sposa può fare un discorso di ringraziamento, dopo lo sposo;
La consegna di bomboniere e confetti è affidata alla sposa;
La tradizione impone che siano gli sposi ad aprire le danze, con ballo lento sulla pista da soli;
Se gli sposi a fine ricevimento vanno via in auto, è tradizione attaccare al paraurti posteriore lattine, palloncini ed altri oggetti rumorosi. Questa usanza deriva dalla tradizione di attaccare le scarpe della sposa alla macchina, per simboleggiare il passaggio di proprietà della donna dal padre al marito.
Il padre della sposa
Se si vuole seguire il galateo, è il primo a fare il discorso e proporre un brindisi agli sposi;
Gli spetta un ballo con la figlia al terzo giro di danza.
La madre della sposa
Nel caso in cui gli sposi ritardino a causa del servizio fotografico, è la madre della sposa che riceve gli ospiti;
Può fare, con il genero, il secondo ballo.
I genitori dello sposo
Padre: gli spetta il ballo con la sposa subito dopo che, quest’ultima, ha aperto le danze con il marito.
Madre: lo sposo concederà un ballo alla madre al terzo giro di danza.
I testimoni
Il testimone principale può tenere un discorso per rispondere allo sposo da parte di tutti gli altri invitati e testimoni.
Invitati
Dovrebbero restare fino a quando gli sposi non vanno via;
Possono andarsene prima solo se gli sposi hanno comunicato di voler lasciare la festa dopo gli invitati.
DIVISIONE DELLE SPESE
Passate le emozioni legate al grande passo, alla gioia delle famiglie nell’apprendere la notizia e all’eccitazione generale, va assolutamente affrontato senza imbarazzo l’argomento delle spese. Oggi le cose sono un po’ cambiate: spesso gli sposi sono finanziariamente autonomi e possono contribuire o addirittura provvedere interamente alle spese di nozze. Per chi invece preferisce attenersi alla tradizione, la famiglia della sposa si fa carico del corredo personale della sposa e di casa, la camera da letto (escluso il materasso), delle partecipazioni e inviti, delle bomboniere e confetti, dei fiori per l’addobbo in chiesa e al ricevimento, dell’auto della sposa, del rinfresco o del pranzo di nozze, dell’eventuale abbigliamento delle damigelle e di un dono allo sposo in cambio dell’anello di fidanzamento (facoltativo). Alla famiglia dello sposo spettano, l’anello di fidanzamento, le fedi, tutte le spese che riguardano la casa (affitto o acquisto), l’arredamento, il bouquet, l’auto della sposa, l’offerta per la chiesa e per il musicista, il materasso del letto matrimoniale e il viaggio di nozze.
SFATIAMO I TABOO
La sposa deve indossare sempre le calze.
Su questo il galateo è chiaro. Sembra una notizia allarmante, ma oggi è possibile scegliere calze molto velate, purchè siano chiare, che ci permettono di essere eleganti anche in estate. La sposa deve coprire i piedi con scarpe chiuse almeno in punta. Perfette le decolletè e i sandali Chanel che lasciano il tallone scoperto.
Per chi invece vuole osare con qualcosa di meno formale, consigliamo alla sposa di mostrare il piede indossando dei sandali completamente aperti, solo se abbia un piade ben curato.
Le fedi devono essere acquistate dallo sposo.
Per tradizione spetta allo sposo acquistare le fedi che darà in custodia al suo testimone.
Oltre la tradizione però è opportuno che gli sposi siano di comune accordo sul modello delle fedi e sul loro colore.
Gli indirizzi sulle buste di inviti e partecipazioni vanno scritte a mano.
Pessima notizia per chi ha molti invitati! La tradizione vuole una scritta manuale per sottolineare l’invito personale da parte degli sposi al singolo invitato, ma se la vostra calligrafia non è all’altezza del compito, potete rivolgervi ad un professionista della scrittura. L’inchiostro deve essere grigio o seppia.
L’abito da sposa può essere corto.
L’abito da sposa può arrivare al ginocchio, purchè sia bianco, beige o comunque di un colore delicatissimo. Si confida nel buon gusto della sposa a non esagerare nello sfoggio delle gambe.
Le invitate non possono scegliere qualsiasi colore per il loro vestito.
Il nero ed il bianco sono colori assolutamente vietati. Meglio mise su tonalità pastello o in sfumature più decise come ocra, lilla, prugna o anche moka e blu. Se proprio non avere niente di alternativo ad un tubino nero, vivacizzatelo con accessori molto colorati.
Lo smoking indossato dallo sposo per le cerimonie serali non è adatto per le nozze.
Il galateo non prevede assolutamente lo smoking come abito per le nozze. Lo sposo deve vestirsi comunque di scuro e preferibilmente con il gilet. Il mezzo tight si indossa di giorno e, di norma, quando la sposa è in ”lungo”.
Rigorosamente abbottonato e accompagnato da un fiore bianco all’occhiello. Per la sera è intramontabile il completo scuro, abbinato ad una camicia bianca, cravatta di seta color grigio perla o avorio e scarpe scure con i lacci.
Le fedi non devono essere necessariamente di oro giallo.
La scelta delle fedi, un tempo solo in oro giallo, oggi è più libera e dipende unicamente dal gusto degli sposi. È possibile scegliere oltre al tradizionale oro giallo e rosso, il più moderno oro bianco, ottenuto attraverso un processo detto di radiatura, ed il platino che è il più prezioso dei metalli.
La sposa non dovrebbe indossare i guanti in chiesa.
La sposa può avere un paio di guanti, di una lunghezza tale da coprire la mano e l’inizio del polso, ma non devono essere indossati. Contrariamente a quanto si pensa, sfilare il guanto in chiesa per indossare la fede nuziale non è visto di buon occhio dal galateo. Attenzione spose, per evitare di simulare nove settimane e mezzo davanti al sacerdote, i guanti indossateli dopo la cerimonia!
Abito
Per tradizione, si vuole che il giorno delle nozze la sposa porti con sè cinque cose:
Una cosa vecchia. Questa simboleggia il passato, tutta la vita antecedente al matrimonio e l’importanza
che questa ricopre. Ogni sposa deve portare con sè un oggetto appartenente al proprio passato proprio
per non dimenticarlo nel nuovo cammino che si va ad intraprendere;
Una cosa nuova. Questa come simbolo della vita che si sta per cominciare e delle nuove sfide che questa porterà con sè;
Una cosa prestata. Ovviamente sarà una persona cara a prestare quest’oggetto, a simboleggiare che le persone
care restano vicine anche nel passaggio dal vecchio al nuovo;
Una cosa regalata. Questa simboleggia l’affetto delle persone che si amano;
Una cosa blu. Indica sincerità e purezza da parte della sposa. Da tradizione, di questo colore sarà la giarrettiera,
indossata nel caso di gonne ampie e coprenti.
Altra superstizione molto forte e viva tuttora è quella che il futuro marito non possa vedere il vestito da sposa
se non al momento della cerimonia: vederlo prima porterebbe sfortuna.
C’è da dire che queste tradizioni, tanto vecchie quanto radicate in moltissime coppie, possono variare da regione a
regione, e abbracciano ogni gesto del rituale del matrimonio.
Per il galateo, la sposa può indossare il vestito lungo solo se sposo, parenti, fratelli e testimoni decidono di
indossare il tight. In tal caso sono ammessi l’abito con lo strascico e il velo.
Fino a qualche tempo fa lo sposo non poteva permettersi molti strappi alla regola in fatto di abbigliamento,
anche se il bon ton gli concedeva alcune alternative. A un matrimonio solenne non si ammettevano eccezioni:
tight di giorno e marsina alla sera.
Le fedi
La tradizione le vuole lisce e sottili in oro giallo, ma se il portafoglio lo consente nulla vieta una fede
in platino o con brillanti, purché all’interno vi siano incisi i nomi degli sposi e la data delle nozze.
Unico vincolo: l’anello va assolutamente portato all’anulare sinistro perché fin dall’antichità si pensava
che questo dito fosse collegato direttamente al cuore. Nei paesi del Nord Europa la fede nuziale si porta
sulla mano destra. Infatti l’uso di questo cerchietto d’oro che sancisce il legame matrimoniale affonda
le sue radici nella storia. Di origine germanica e poi passato nelle consuetudini romane, è solo nel tardo
Medioevo che viene ufficialmente adottato nelle cerimonie di nozze. Il rituale delle fedi, che devono essere
acquistate dallo sposo, non varia tra matrimonio civile e religioso: nel momento “clou” della cerimonia gli sposi
si scambiano gli anelli pronunciando la promessa d’amore.
Lista di nozze
La lista nozze, un tempo, non era prevista dal galateo. La sua origine è statunitense ed in Europa era considerata
come una cosa volgare. Ai giorni d’oggi, invece, l’usanza della lista nozze si è diffusa ed è stata accettata da
tutti. Il suo scopo principale è quello di evitare doppioni inutili nei regali.
L’arte di ringraziare
A proposito di regali, quando si ricevono i primi doni, è bene registrarne subito le caratteristiche vicino al nome
del donatore sulla lista degli invitati, in modo da poter esprimere, nel biglietto di ringraziamento, la gioia di
aver ricevuto proprio quel regalo. Questa menzione sicuramente farà piacere a chi si è dato la pena di sceglierlo e
di farlo. I ringraziamenti vanno inviati possibilmente entro due mesi dalla cerimonia, al ritorno dal viaggio di
nozze. Conviene anche segnare quelli già fatti, in modo da non confondersi dopo tanto tempo. L’invio delle bomboniere
non esclude il ringraziamento di proprio pugno.
Bomboniere
Alla sposa il compito creativo di sceglierle e ordinarle, ai genitori o alla migliore amica quello di inviarle dopo
che gli sposi sono partiti per il viaggio di nozze. Le regole del galateo in fatto di bomboniere sono severe, se si
decide di rispettarle: vanno recapitate una ventina di giorni dopo il matrimonio in segno di ringraziamento.
Vengono spesso personalizzate con il monogramma degli sposi e sono sempre accompagnate dal bigliettino che riporta
i loro nomi e la data delle nozze. Oggi, per praticità, molti sposi le consegnano agli amici durante il ricevimento.
Confetti
Il confetto è un dolce tipico italiano. In origine agli sposi venivano offerte mandorle, noci, chicchi di grano e
di riso, in segno di ricchezza e di fecondità. Solo successivamente, con il diffondersi dello zucchero in Europa,
si è cominciato a preparare i confetti per offrirli in tutti i lieti eventi della vita: battesimo, cresima,
comunione, matrimoni, anniversari e laurea. Dopo il taglio della torta, allo sposo spetta il compito di reggere
una coppa di cristallo o un vassoio d’argento che contiene i confetti e a lei quello di destreggiarsi col cucchiaio
per offrirli agli ospiti, solo in numero dispari.
Partecipazioni e biglietti
Le partecipazioni si possono scegliere anche diverse dal solito, ci sono oggigiorno negozi specializzati che le
propongono in carte riciclate colorate, a forma di cuore o decorate con dei fiori essiccati, con nodi d’amore o
frasi romantiche. Chi volesse invece attenersi alla tradizione opterà per un cartoncino doppio raffinato ed elegante,
sulla cui facciata sinistra i genitori della sposa annunciano il matrimonio della figlia, mentre su quella destra i
genitori dello sposo annunciano quello del figlio. Al centro, un po’ in basso, la data e il luogo della cerimonia e,
in fondo, la nuova residenza degli sposi. Insieme alla partecipazione, con un biglietto a parte, a parenti e amici
si manderà l’invito per il “dopo cerimonia”, pranzo, cocktail o ballo che sia. Se si vuole, si possono ordinare anche
i libretti per la chiesa con i monogrammi degli sposi, i menu, i segnaposto in caso di pranzi placé, i lega-tovaglioli,
i biglietti per le bomboniere e quelli di ringraziamento.
Il bouquet
La tradizione impone allo sposo di ordinare, possibilmente presso il miglior fioraio della città, il bouquet che
porterà la futura sposa durante la cerimonia. La tradizione chiede i fiori d’arancio, ma ci si può tranquillamente
sbizzarrire nella scelta. È utile illustrare bene al fiorista i propri desideri e la forma del bouquet che si
ritiene più adatta all’abito e alla cerimonia, in modo che possa studiare i fiori più “giusti” che offre la stagione.
La cerimonia e il corteo
Semplice o solenne, davanti al sindaco o al prete, la cerimonia impone rituali che sanciscono e rendono pubblico
il passaggio della coppia da uno stato ad un altro. Ma, indipendentemente dalle scelte degli sposi sul tipo di
cerimonia, alcune regole vanno rigorosamente rispettate. La sposa entrerà in chiesa al braccio del padre o,
in mancanza di lui, del parente più stretto. Al suo ingresso tutti saranno già ai loro posti: nella parte sinistra
della chiesa la famiglia della sposa, nella parte destra quella di lui. Lo sposo sarà già all’altare, insieme ai
testimoni, che dovranno sistemarsi a lato degli sposi, a sinistra quelli di lei e a destra quelli di lui.
Alla fine della cerimonia lo sposo darà la destra alla sposa e dietro di loro si formerà il cosiddetto corteo:
la madre dello sposo alla destra del padre della sposa, la madre della sposa al braccio del padre dello sposo,
seguiti dall’allegra scia di fratelli, zii, cognati e amici in festa.
I testimoni
Sono figure fondamentali nell’ambito delle nozze. A loro spetta infatti il compito di garantire la legalità del
matrimonio. Generalmente sono due per parte, anche se per legge ne basterebbe uno, e vengono scelti tra i parenti
più stretti e gli amici più cari. Ma proprio per questo motivo bisogna usar loro dei riguardi: data la loro
importanza, in genere ai testimoni spetta, oltre all’onore di sancire l’ufficialità del matrimonio, anche l’onere
di offrire un regalo particolarmente sostanzioso. È quindi buona norma accertarsi prima che questo ruolo sia
effettivamente gradito.
I RUOLI
Gli sposi
Ricevono gli ospiti;
Intrattengono gli ospiti durante i tempi morti del ricevimento;
Lo sposo può ringraziare tutti gli invitati con un discorso a inizio o fine pasto;
Anche la sposa può fare un discorso di ringraziamento, dopo lo sposo;
La consegna di bomboniere e confetti è affidata alla sposa;
La tradizione impone che siano gli sposi ad aprire le danze, con ballo lento sulla pista da soli;
Se gli sposi a fine ricevimento vanno via in auto, è tradizione attaccare al paraurti posteriore lattine,
palloncini ed altri oggetti rumorosi. Questa usanza deriva dalla tradizione di attaccare le scarpe della sposa
alla macchina, per simboleggiare il passaggio di proprietà della donna dal padre al marito.
Il padre della sposa
Se si vuole seguire il galateo, è il primo a fare il discorso e proporre un brindisi agli sposi;
Gli spetta un ballo con la figlia al terzo giro di danza.
La madre della sposa
Nel caso in cui gli sposi ritardino a causa del servizio fotografico, è la madre della sposa che riceve gli ospiti;
Può fare, con il genero, il secondo ballo.
I genitori dello sposo
Padre: gli spetta il ballo con la sposa subito dopo che, quest’ultima, ha aperto le danze con il marito.
Madre: lo sposo concederà un ballo alla madre al terzo giro di danza.
I testimoni
Il testimone principale può tenere un discorso per rispondere allo sposo da parte di tutti gli altri invitati
e testimoni.
Invitati
Dovrebbero restare fino a quando gli sposi non vanno via;
Possono andarsene prima solo se gli sposi hanno comunicato di voler lasciare la festa dopo gli invitati.
DIVISIONE DELLE SPESE
Passate le emozioni legate al grande passo, alla gioia delle famiglie nell’apprendere la notizia e all’eccitazione
generale, va assolutamente affrontato senza imbarazzo l’argomento delle spese. Oggi le cose sono un po’ cambiate:
spesso gli sposi sono finanziariamente autonomi e possono contribuire o addirittura provvedere interamente alle spese
di nozze. Per chi invece preferisce attenersi alla tradizione, la famiglia della sposa si fa carico del corredo
personale della sposa e di casa, la camera da letto (escluso il materasso), delle partecipazioni e inviti,
delle bomboniere e confetti, dei fiori per l’addobbo in chiesa e al ricevimento, dell’auto della sposa,
del rinfresco o del pranzo di nozze, dell’eventuale abbigliamento delle damigelle e di un dono allo sposo in
cambio dell’anello di fidanzamento (facoltativo). Alla famiglia dello sposo spettano, l’anello di fidanzamento,
le fedi, tutte le spese che riguardano la casa (affitto o acquisto), l’arredamento, il bouquet, l’auto della sposa,
l’offerta per la chiesa e per il musicista, il materasso del letto matrimoniale e il viaggio di nozze.
La sposa deve indossare sempre le calze.
Su questo il galateo è chiaro. Sembra una notizia allarmante, ma oggi è possibile scegliere calze molto velate,
purchè siano chiare, che ci permettono di essere eleganti anche in estate. La sposa deve coprire i piedi con scarpe
chiuse almeno in punta. Perfette le decolletè e i sandali Chanel che lasciano il tallone scoperto.
Per chi invece vuole osare con qualcosa di meno formale, consigliamo alla sposa di mostrare il piede indossando
dei sandali completamente aperti, solo se abbia un piade ben curato.
Le fedi devono essere acquistate dallo sposo.
Per tradizione spetta allo sposo acquistare le fedi che darà in custodia al suo testimone.
Oltre la tradizione però è opportuno che gli sposi siano di comune accordo sul modello delle fedi e sul loro colore.
Gli indirizzi sulle buste di inviti e partecipazioni vanno scritte a mano.
Pessima notizia per chi ha molti invitati! La tradizione vuole una scritta manuale per sottolineare
l’invito personale da parte degli sposi al singolo invitato, ma se la vostra calligrafia non è all’altezza
del compito, potete rivolgervi ad un professionista della scrittura. L’inchiostro deve essere grigio o seppia.
L’abito da sposa può essere corto.
Sfatiamo un taboo! L’abito da sposa può arrivare al ginocchio, purchè sia bianco, beige o comunque di un
colore delicatissimo. Si confida nel buon gusto della sposa a non esagerare nello sfoggio delle gambe.
Le invitate non possono scegliere qualsiasi colore per il loro vestito.
Il nero ed il bianco sono colori assolutamente vietati. Meglio mise su tonalità pastello o in sfumature più
decise come ocra, lilla, prugna o anche moka e blu. Se proprio non avere niente di alternativo ad un tubino nero,
vivacizzatelo con accessori molto colorati.
Lo smoking indossato dallo sposo per le cerimonie serali non è adatto per le nozze.
Il galateo non prevede assolutamente lo smoking come abito per le nozze. Lo sposo deve vestirsi comunque di scuro
e preferibilmente con il gilet. Il mezzo tight si indossa di giorno e, di norma, quando la sposa è in ”lungo”.
Rigorosamente abbottonato e accompagnato da un fiore bianco all’occhiello. Per la sera è intramontabile il completo
scuro, abbinato ad una camicia bianca, cravatta di seta color grigio perla o avorio e scarpe scure con i lacci.
Le fedi non devono essere necessariamente di oro giallo.
La scelta delle fedi, un tempo solo in oro giallo, oggi è più libera e dipende unicamente dal gusto degli sposi.
È possibile scegliere oltre al tradizionale oro giallo e rosso, il più moderno oro bianco, ottenuto attraverso un
processo detto di radiatura, ed il platino che è il più prezioso dei metalli.
La sposa non dovrebbe indossare i guanti in chiesa.
La sposa può avere un paio di guanti, di una lunghezza tale da coprire la mano e l’inizio del polso, ma non
devono essere indossati. Contrariamente a quanto si pensa, sfilare il guanto in chiesa per indossare la fede
nuziale non è visto di buon occhio dal galateo. Attenzione spose, per evitare di simulare nove settimane e mezzo
davanti al sacerdote, i guanti indossateli dopo la cerimoniaAbito
Per tradizione, si vuole che il giorno delle nozze la sposa porti con sè cinque cose:
Una cosa vecchia. Questa simboleggia il passato, tutta la vita antecedente al matrimonio e l’importanza
che questa ricopre. Ogni sposa deve portare con sè un oggetto appartenente al proprio passato proprio
per non dimenticarlo nel nuovo cammino che si va ad intraprendere;
Una cosa nuova. Questa come simbolo della vita che si sta per cominciare e delle nuove sfide che questa porterà con sè;
Una cosa prestata. Ovviamente sarà una persona cara a prestare quest’oggetto, a simboleggiare che le persone
care restano vicine anche nel passaggio dal vecchio al nuovo;
Una cosa regalata. Questa simboleggia l’affetto delle persone che si amano;
Una cosa blu. Indica sincerità e purezza da parte della sposa. Da tradizione, di questo colore sarà la giarrettiera,
indossata nel caso di gonne ampie e coprenti.
Altra superstizione molto forte e viva tuttora è quella che il futuro marito non possa vedere il vestito da sposa
se non al momento della cerimonia: vederlo prima porterebbe sfortuna.
C’è da dire che queste tradizioni, tanto vecchie quanto radicate in moltissime coppie, possono variare da regione a
regione, e abbracciano ogni gesto del rituale del matrimonio.
Per il galateo, la sposa può indossare il vestito lungo solo se sposo, parenti, fratelli e testimoni decidono di
indossare il tight. In tal caso sono ammessi l’abito con lo strascico e il velo.
Fino a qualche tempo fa lo sposo non poteva permettersi molti strappi alla regola in fatto di abbigliamento,
anche se il bon ton gli concedeva alcune alternative. A un matrimonio solenne non si ammettevano eccezioni:
tight di giorno e marsina alla sera.
Le fedi
La tradizione le vuole lisce e sottili in oro giallo, ma se il portafoglio lo consente nulla vieta una fede
in platino o con brillanti, purché all’interno vi siano incisi i nomi degli sposi e la data delle nozze.
Unico vincolo: l’anello va assolutamente portato all’anulare sinistro perché fin dall’antichità si pensava
che questo dito fosse collegato direttamente al cuore. Nei paesi del Nord Europa la fede nuziale si porta
sulla mano destra. Infatti l’uso di questo cerchietto d’oro che sancisce il legame matrimoniale affonda
le sue radici nella storia. Di origine germanica e poi passato nelle consuetudini romane, è solo nel tardo
Medioevo che viene ufficialmente adottato nelle cerimonie di nozze. Il rituale delle fedi, che devono essere
acquistate dallo sposo, non varia tra matrimonio civile e religioso: nel momento “clou” della cerimonia gli sposi
si scambiano gli anelli pronunciando la promessa d’amore.
Lista di nozze
La lista nozze, un tempo, non era prevista dal galateo. La sua origine è statunitense ed in Europa era considerata
come una cosa volgare. Ai giorni d’oggi, invece, l’usanza della lista nozze si è diffusa ed è stata accettata da
tutti. Il suo scopo principale è quello di evitare doppioni inutili nei regali.
L’arte di ringraziare
A proposito di regali, quando si ricevono i primi doni, è bene registrarne subito le caratteristiche vicino al nome
del donatore sulla lista degli invitati, in modo da poter esprimere, nel biglietto di ringraziamento, la gioia di
aver ricevuto proprio quel regalo. Questa menzione sicuramente farà piacere a chi si è dato la pena di sceglierlo e
di farlo. I ringraziamenti vanno inviati possibilmente entro due mesi dalla cerimonia, al ritorno dal viaggio di
nozze. Conviene anche segnare quelli già fatti, in modo da non confondersi dopo tanto tempo. L’invio delle bomboniere
non esclude il ringraziamento di proprio pugno.
Bomboniere
Alla sposa il compito creativo di sceglierle e ordinarle, ai genitori o alla migliore amica quello di inviarle dopo
che gli sposi sono partiti per il viaggio di nozze. Le regole del galateo in fatto di bomboniere sono severe, se si
decide di rispettarle: vanno recapitate una ventina di giorni dopo il matrimonio in segno di ringraziamento.
Vengono spesso personalizzate con il monogramma degli sposi e sono sempre accompagnate dal bigliettino che riporta
i loro nomi e la data delle nozze. Oggi, per praticità, molti sposi le consegnano agli amici durante il ricevimento.
Confetti
Il confetto è un dolce tipico italiano. In origine agli sposi venivano offerte mandorle, noci, chicchi di grano e
di riso, in segno di ricchezza e di fecondità. Solo successivamente, con il diffondersi dello zucchero in Europa,
si è cominciato a preparare i confetti per offrirli in tutti i lieti eventi della vita: battesimo, cresima,
comunione, matrimoni, anniversari e laurea. Dopo il taglio della torta, allo sposo spetta il compito di reggere
una coppa di cristallo o un vassoio d’argento che contiene i confetti e a lei quello di destreggiarsi col cucchiaio
per offrirli agli ospiti, solo in numero dispari.
Partecipazioni e biglietti
Le partecipazioni si possono scegliere anche diverse dal solito, ci sono oggigiorno negozi specializzati che le
propongono in carte riciclate colorate, a forma di cuore o decorate con dei fiori essiccati, con nodi d’amore o
frasi romantiche. Chi volesse invece attenersi alla tradizione opterà per un cartoncino doppio raffinato ed elegante,
sulla cui facciata sinistra i genitori della sposa annunciano il matrimonio della figlia, mentre su quella destra i
genitori dello sposo annunciano quello del figlio. Al centro, un po’ in basso, la data e il luogo della cerimonia e,
in fondo, la nuova residenza degli sposi. Insieme alla partecipazione, con un biglietto a parte, a parenti e amici
si manderà l’invito per il “dopo cerimonia”, pranzo, cocktail o ballo che sia. Se si vuole, si possono ordinare anche
i libretti per la chiesa con i monogrammi degli sposi, i menu, i segnaposto in caso di pranzi placé, i lega-tovaglioli,
i biglietti per le bomboniere e quelli di ringraziamento.
Il bouquet
La tradizione impone allo sposo di ordinare, possibilmente presso il miglior fioraio della città, il bouquet che
porterà la futura sposa durante la cerimonia. La tradizione chiede i fiori d’arancio, ma ci si può tranquillamente
sbizzarrire nella scelta. È utile illustrare bene al fiorista i propri desideri e la forma del bouquet che si
ritiene più adatta all’abito e alla cerimonia, in modo che possa studiare i fiori più “giusti” che offre la stagione.
La cerimonia e il corteo
Semplice o solenne, davanti al sindaco o al prete, la cerimonia impone rituali che sanciscono e rendono pubblico
il passaggio della coppia da uno stato ad un altro. Ma, indipendentemente dalle scelte degli sposi sul tipo di
cerimonia, alcune regole vanno rigorosamente rispettate. La sposa entrerà in chiesa al braccio del padre o,
in mancanza di lui, del parente più stretto. Al suo ingresso tutti saranno già ai loro posti: nella parte sinistra
della chiesa la famiglia della sposa, nella parte destra quella di lui. Lo sposo sarà già all’altare, insieme ai
testimoni, che dovranno sistemarsi a lato degli sposi, a sinistra quelli di lei e a destra quelli di lui.
Alla fine della cerimonia lo sposo darà la destra alla sposa e dietro di loro si formerà il cosiddetto corteo:
la madre dello sposo alla destra del padre della sposa, la madre della sposa al braccio del padre dello sposo,
seguiti dall’allegra scia di fratelli, zii, cognati e amici in festa.
I testimoni
Sono figure fondamentali nell’ambito delle nozze. A loro spetta infatti il compito di garantire la legalità del
matrimonio. Generalmente sono due per parte, anche se per legge ne basterebbe uno, e vengono scelti tra i parenti
più stretti e gli amici più cari. Ma proprio per questo motivo bisogna usar loro dei riguardi: data la loro
importanza, in genere ai testimoni spetta, oltre all’onore di sancire l’ufficialità del matrimonio, anche l’onere
di offrire un regalo particolarmente sostanzioso. È quindi buona norma accertarsi prima che questo ruolo sia
effettivamente gradito.
I RUOLI
Gli sposi
Ricevono gli ospiti;
Intrattengono gli ospiti durante i tempi morti del ricevimento;
Lo sposo può ringraziare tutti gli invitati con un discorso a inizio o fine pasto;
Anche la sposa può fare un discorso di ringraziamento, dopo lo sposo;
La consegna di bomboniere e confetti è affidata alla sposa;
La tradizione impone che siano gli sposi ad aprire le danze, con ballo lento sulla pista da soli;
Se gli sposi a fine ricevimento vanno via in auto, è tradizione attaccare al paraurti posteriore lattine,
palloncini ed altri oggetti rumorosi. Questa usanza deriva dalla tradizione di attaccare le scarpe della sposa
alla macchina, per simboleggiare il passaggio di proprietà della donna dal padre al marito.
Il padre della sposa
Se si vuole seguire il galateo, è il primo a fare il discorso e proporre un brindisi agli sposi;
Gli spetta un ballo con la figlia al terzo giro di danza.
La madre della sposa
Nel caso in cui gli sposi ritardino a causa del servizio fotografico, è la madre della sposa che riceve gli ospiti;
Può fare, con il genero, il secondo ballo.
I genitori dello sposo
Padre: gli spetta il ballo con la sposa subito dopo che, quest’ultima, ha aperto le danze con il marito.
Madre: lo sposo concederà un ballo alla madre al terzo giro di danza.
I testimoni
Il testimone principale può tenere un discorso per rispondere allo sposo da parte di tutti gli altri invitati
e testimoni.
Invitati
Dovrebbero restare fino a quando gli sposi non vanno via;
Possono andarsene prima solo se gli sposi hanno comunicato di voler lasciare la festa dopo gli invitati.
DIVISIONE DELLE SPESE
Passate le emozioni legate al grande passo, alla gioia delle famiglie nell’apprendere la notizia e all’eccitazione
generale, va assolutamente affrontato senza imbarazzo l’argomento delle spese. Oggi le cose sono un po’ cambiate:
spesso gli sposi sono finanziariamente autonomi e possono contribuire o addirittura provvedere interamente alle spese
di nozze. Per chi invece preferisce attenersi alla tradizione, la famiglia della sposa si fa carico del corredo
personale della sposa e di casa, la camera da letto (escluso il materasso), delle partecipazioni e inviti,
delle bomboniere e confetti, dei fiori per l’addobbo in chiesa e al ricevimento, dell’auto della sposa,
del rinfresco o del pranzo di nozze, dell’eventuale abbigliamento delle damigelle e di un dono allo sposo in
cambio dell’anello di fidanzamento (facoltativo). Alla famiglia dello sposo spettano, l’anello di fidanzamento,
le fedi, tutte le spese che riguardano la casa (affitto o acquisto), l’arredamento, il bouquet, l’auto della sposa,
l’offerta per la chiesa e per il musicista, il materasso del letto matrimoniale e il viaggio di nozze.
La sposa deve indossare sempre le calze.
Su questo il galateo è chiaro. Sembra una notizia allarmante, ma oggi è possibile scegliere calze molto velate,
purchè siano chiare, che ci permettono di essere eleganti anche in estate. La sposa deve coprire i piedi con scarpe
chiuse almeno in punta. Perfette le decolletè e i sandali Chanel che lasciano il tallone scoperto.
Per chi invece vuole osare con qualcosa di meno formale, consigliamo alla sposa di mostrare il piede indossando
dei sandali completamente aperti, solo se abbia un piade ben curato.
Le fedi devono essere acquistate dallo sposo.
Per tradizione spetta allo sposo acquistare le fedi che darà in custodia al suo testimone.
Oltre la tradizione però è opportuno che gli sposi siano di comune accordo sul modello delle fedi e sul loro colore.
Gli indirizzi sulle buste di inviti e partecipazioni vanno scritte a mano.
Pessima notizia per chi ha molti invitati! La tradizione vuole una scritta manuale per sottolineare
l’invito personale da parte degli sposi al singolo invitato, ma se la vostra calligrafia non è all’altezza
del compito, potete rivolgervi ad un professionista della scrittura. L’inchiostro deve essere grigio o seppia.
L’abito da sposa può essere corto.
Sfatiamo un taboo! L’abito da sposa può arrivare al ginocchio, purchè sia bianco, beige o comunque di un
colore delicatissimo. Si confida nel buon gusto della sposa a non esagerare nello sfoggio delle gambe.
Le invitate non possono scegliere qualsiasi colore per il loro vestito.
Il nero ed il bianco sono colori assolutamente vietati. Meglio mise su tonalità pastello o in sfumature più
decise come ocra, lilla, prugna o anche moka e blu. Se proprio non avere niente di alternativo ad un tubino nero,
vivacizzatelo con accessori molto colorati.
Lo smoking indossato dallo sposo per le cerimonie serali non è adatto per le nozze.
Il galateo non prevede assolutamente lo smoking come abito per le nozze. Lo sposo deve vestirsi comunque di scuro
e preferibilmente con il gilet. Il mezzo tight si indossa di giorno e, di norma, quando la sposa è in ”lungo”.
Rigorosamente abbottonato e accompagnato da un fiore bianco all’occhiello. Per la sera è intramontabile il completo
scuro, abbinato ad una camicia bianca, cravatta di seta color grigio perla o avorio e scarpe scure con i lacci.
Le fedi non devono essere necessariamente di oro giallo.
La scelta delle fedi, un tempo solo in oro giallo, oggi è più libera e dipende unicamente dal gusto degli sposi.
È possibile scegliere oltre al tradizionale oro giallo e rosso, il più moderno oro bianco, ottenuto attraverso un
processo detto di radiatura, ed il platino che è il più prezioso dei metalli.
La sposa non dovrebbe indossare i guanti in chiesa.
La sposa può avere un paio di guanti, di una lunghezza tale da coprire la mano e l’inizio del polso, ma non
devono essere indossati. Contrariamente a quanto si pensa, sfilare il guanto in chiesa per indossare la fede
nuziale non è visto di buon occhio dal galateo. Attenzione spose, per evitare di simulare nove settimane e mezzo
davanti al sacerdote, i guanti indossateli dopo la cerimonia!